Massimiliano ed ELisa a santo DOmingo, durante il viaggio di nozze.JPGMassimiliano ed ELisa il giorno del loro matrimonio 20 Luglio 2008.jpg

Un momento felice del loro atrimonio.jpg

 

TERREMOTO  ABRUZZO

 DA UNA VITA A    4 STELLE  A UNA CARROZZA LETTO A     4 CUCCETTE

 

                                      

 

  

 

 

 

Storie esemplari di vite ordinarie trasformate dal sisma in esistenze di

  straordinari eroismi raccontate dai volontari Aladino e Claudio.

 Elisa e Massimiliano       

L’AQUILA - La loro storia comincia  un sabato sera, complice la discoteca “Ruvido” di Avezzano. Elisa e Massimiliano si incontrano per la prima volta, i loro occhi si incrociano, i loro sguardi si cercano. E’ il classico “colpo di fulmine”, come poche volte capita, ai giovani, nella vita. Dopouna iniziale conoscenza, un fidanzamento che dura poco più di 2 anni e, il 20 luglio 2008, si uniscono in matrimonio nella chiesa di S. Maria Assunta a Gioia dei Marsi (AQ), circondati dall'affettodei parenti intervenuti Il giorno dopo, senza perdere tempo i novelli sposi prendono il volo per Santo Domingo, dove tra palme, spiagge paradisiache e mare cristallino, passano i 15 giorni indimenticabili della loro “luna di miele”.

Massimiliano lavora a L’Aquila in una fabbrica locale, per contribuire al bisogno familiare, ma una grande passione gli brucia dentro, la coltiva da bambino. L’informatica e la programmazione. Elisa, invece, dopo la Laurea conseguita in Grafica pubblicitaria, decide di prenderne anche un’altra, e si iscrive a Medicina e Chirurgia presso l'Università  dell’Aquila.

Inizia così il cammino d’amore della loro famiglia, pieno di progetti, desideri e speranze per il loro futuro, ma il fato, l'incognita era dietro l'angolo. Domenica 5 aprile alle 23.00, Elisa e Massimiliano tornano a L’Aquila, dopo due giorni trascorsi a Gioia dei Marsi. Li accompagna anche la mamma di Elisa che voleva visitare la città, ma soprattutto vedere la loro nuova casa, un iter normale per ogni famiglia, il sogno di mamma di vedere la nuova dimora della sua figliola.

Ma, questa volta c'è qualcosa di diverso. Siamo all'Aquila, un paese in fermento, dove ci sono, ormai, diverse scosse al giorno e questo, fa abbassare la percezione del pericolo che si corre.

Alle 23.15 avviene la prima scossa che li mette in allarme. Come se un sesto senso percepisse che qualcosa sta cambiando, Massimiliano si sente a disagio, decide di non dormire ma non dice niente alla moglie per non allarmarla, Elisa assonnata invece si stende sul letto. All’una circa la seconda scossa. Alle 3.32, un'ora che segnerà la loro e, la vita di tanta gente, inizia la terza scossa.

Massimiliano senza pensare, d'istinto, prende Elisa da un braccio e la tira a se dal letto, di forza. In quell'attimo scoppia il finimondo. La parete scoppia letteralmente, un pezzo di tufo di 1,5/2 chili, viene fiondato e finisce sul cuscino dove un attimo prima era la sua testa.  La porta d’ingresso si blocca ma Massimiliano, con una la forza della disperazione riesce ad aprirla. Sono sul pianerottolo di casa al piano terra. Elisa vede un bambino solo e lo afferra, lo porta fuori per salvarlo. Intanto Massimiliano, che nelle fasi concitate aveva pensato solo alla sua Elisa, ricorda che anche sua suocera è in casa. Lascia Elisa e torna indietro di corsa a prenderla. La trova seduta sul letto, la afferra e la solleva letteralmente, il tempo di spostarla dal letto e vengono sfiorati da ante e calcinacci che crollano. Sono fuori, sente la camera praticamente implodere. Calcinacci e polvere li avvolgono, ma, fortunatamente sono tutti salvi. Almeno loro, grazie all'istinto di Massimiliano che, tra tante scosse, aveva intuito qualcosa di diverso.

Sono fuori casa, non hanno niente, solo il pigiama che indossano, le ciabatte e senza calze. Al freddo, al buyio, nella notte piena degli odori acri della polvere, del gas che fuoriesce dalle tubazioni rotte, delle urla di donne e bambini, dell'odore di sangue che gia' si percepisce. Della paura che ti avvolge l'anima, dell'impotenza che ti fa crescere la rabbia dentro. Lampeggianti e sirene riempiono la notte, tra le urla dei sopravvissuti che piangono i loro morti e feriti che chiedono aiuto. Una nube di polvere avvolge la città ferita e offusca la luna nel cielo. La loro macchina diventa il dormitorio provvisorio per la mamma, due studentesse e due ragazzi. Loro passano tutta la notte a passeggiare avanti e indietro per Via Giovanni Pascoli pensando alla loro vita distrutta, ad una città disastrata, ma sperando che il giorno porti via il gelo che avvolge i loro corpi, anche se quello che avvolge le anime sara difficile da togliere. Dove sei sole che scaldi, quando arrivi? Finirà mai questa notte maledetta?  Alle ore 13,00 del 6 Aprile, decidono di partire per Gioia dei Marsi, dove rimarranno per nove giorni, senza mai dormire, sdraiati sul letto con gli abiti addosso, come se dovessero scappare di nuovo.

Massimiliano torna subito a L’Aquila per riprendere il lavoro e va a dormire su una delle carrozze presso il campo della Stazione, messo a disposizione immediatamente al sisma, dell'Ente FS, mentre Elisa cerca di riprendere gli studi, anche per tornare ad una parvenza di normalità, studiare per non pensare, per far finta che la vita continui, per non pensare a quei momenti. Così il 27 maggio dà il suo ventisettesimo esame e prende 30 e lode.

Ma Elisa non ce la fa più a vivere lontano da Massimiliano, così il 18 giugno, lascia la casa materna e va a vivere anche lei su una carrozza a cuccette, lascia la “comodità” della casa per la “comodità” di una cuccetta piena del loro amore. Insomma, da una vita a 4 stelle si ritrovano a vivere su una carrozza a 4 cuccette. Quelle superiori per dormire, mentre quelle inferiori occupate da bagagli e biancheria.

Elisa continua a studiare anche in cuccetta e dovunque si trovi, avolte anche nella sala refettorio, a volte nell'angolo lavanderia, poggiata sullo spigolo della lavatrice, mentre aspetta il bucato altre volte su una panchina, tra la gente del campo. Vuole raggiungere prima possibile questo piccolo traguardo, una sfida personale, la voglia di vincere sulle avversità. Nel loro cuore c’è il desiderio di non arrendersi. Vogliono ricominciare a vivere, a sperare, a ricostruire il loro nido d’amore senza la paura che li attanaglia. Che sia a l’Aquila o altrove, poco importa. L'importante è che siano... insieme.

 

Massimiliano ed ELisa durante la fiaccolata all'Aquila.jpg

Tendopoli alla STazione FS dell'Aquila.jpg